Medicina dello Sport e Medicina Preventiva: i compiti primari e gli obiettivi

La Medicina Preventiva ha come compiti primari e obiettivi da perseguire tre aspetti in particolare:

la tutela sanitaria delle attività sportive agonistiche e non agonistiche;

l’ educazione sanitaria della popolazione quale mezzo di promozione, mantenimento e recupero della salute fisica e psichica;

la valutazione clinica dei soggetti “a rischio” per la prescrizione di attività fisica e sportiva appropriata: cardiopatici, vasculopatici, diabetici, broncopneumopatici cronici e portatori di altre patologie croniche invalidanti.

Per questi soggetti, lo sport può essere considerato un utile presidio terapeutico in associazione alla giusta prescrizione dell’ attività fisica e ad un counseling circa lo stile di vita.

Il termine “sport”, in particolare, indica un’ attività in cui si esercitano e si mettono alla prova le proprie capacità fisiche e fa riferimento anche alla nozione di “gara” che si ingaggia con altre persone e per puro divertimento. Quando invece la pratica sportiva punta, più precisamente, ad una competizione vera e propria viene definita “agonistica”.

Lo sport deve essere funzionale alla cura del corpo e dello spirito, la dicitura “Mens sana in corpore sano” risale al I sec d. C. ed è sempre attuale. Anticamente i giochi e le gare erano e ancora oggi così vanno considerati, strumento fondamentale per garantire l’ equilibrio di mente e corpo, a sua volta fondamentale per la costruzione del perfetto cittadino. Per questo motivo le gare -olimpioniche e no- sono sempre state considerate il miglior modo di rendere una società coesa ed efficiente.

L’ AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha lanciato l’ allarme in seguito ai dati rilevati che attestano la pigrizia come stile di vita per quasi il 60% degli adolescenti. L’ istituto “Marinelli” di Udine ha ospitato la campagna Aiom “Non fare autogol”, nella quale gli oncologi e il mondo del calcio salgono in cattedra per insegnare ai giovani a prevenire il rischio di cancro: chi svolge attività fisica ha il 30% di probabilità in meno di sviluppare un tumore rispetto a chi è sedentario.

Altri comportamenti a rischio da attenzionare sono: il fumo ( persone che fumano tutti i giorni oppure occasionalmente), l’ eccesso di peso e l’ abuso di alcol.

Se si è sedentari e si vuole iniziare a fare attività fisica, è bene scegliere attività moderate come ginnastica a corpo libero, passeggiate ed esercizi di stretching. Queste attività stimolano il metabolismo, non creano lesioni e aiutano a mantenere la concentrazione durante il cambiamento da uno stile di vita sedentario ad uno più attivo e sano.

Infine, gli sportivi, devono seguire una dieta appropriata per alto fabbisogno energetico, termoregolazione, perdite di liquidi, sudore e urine e ricambio tessutale. I carboidrati complessi devono essere i maggiori costituenti della dieta, le proteine servono solo per il rinnovo e l’ accrescimento muscolare. I carboidrati complessi sono presenti in frutta, verdura, pane, cereali e pasta integrali. Tutte le altre raccomandazioni sono valide universalmente:

Gli alimenti ricchi di acidi grassi saturi (formaggi, carni grasse, burro, margarina, dolci confezionati) fanno aumentare significativamente il livello di colesterolo nel sangue, con i rischi che ne conseguono ( infarto miocardico, trombosi, ictus)

Cereali integrali, legumi, frutta e verdura, moderato consumo di pesce (di piccola taglia) e buon olio extra vergine d’ oliva si associano alla sua riduzione, in quanto ricchi di costituenti con effetti benefici e protettivi nei confronti del nostro organismo.

Roberta Agresti

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