La terapia benefica del gel di aloe: l’ Aloe della Bibbia

Storicamente il gel interno dell’ aloe passa, per alcuni, inosservato per quel che riguarda nello specifico la linfa estratta per incisione della foglia.
Dobbiamo sfogliare le pagine dell’ “American Journal of Roentgenology” dell’ anno 1935 per ritrovare l’ applicazione terapeutica del gel di aloe in un campo di diScreto interesse medico scientifico.
Il gel interno delle foglie di aloe
ha dimostrato di avere, nelle sue principali formulazioni galeniche, i seguenti benefici: cicatrizzanti, riEpitelizzanti, antidolorifiche, antinfiammatorie e micotiche. Queste proprietà si esplicano sia per via diretta applicata sulle lesioni esterne sia per via indiretta dopo assunzione orale e assorbimento intestinale. Le preparazioni galeniche derivate dal gel interno delle foglie di aloe presentano varie e valide applicazioni terapeutiche, sia esterne che interne: l’ uso interno del parenchima gelatinoso nelle più appropriate preparazioni galeniche è sicuramente un valido fitomedicamento adattogeno, immunostimolante e modulante. Ottime prospettive e risultati vi sono anche per il trattamento specifico e complementare delle malattie infiammatorie, erosive ed ulcerose del tratto gastroesofageo e come coadiuvante nella riabilitazione post-ictale.

Nel corso di un meeting scientifico presso una importante università statunitense, è stato presentato un interessante studio del Dott. Byung PaJYu, Professore di Fisiologia dell’ Università del Texas Heaith Science Center e dei Dott. Jerome T. Herlihy, Investigatore principale e Professore associato di Fisiologia, che hanno testato una bibita dietetica concentrata di aloe capace di ritardare notevolmente il processo di invecchiamento negli esseri umani.

Nel 1970, il Dottor Zohary, Professore di Botanica dell’ Università di Gerusalemme pubblica per la casa editrice Elle Di Ci di Torino, l’ opera “Enciclopedia della Bibbia”. Zohary, porta un ulteriore contributo alla conoscenza delle piante usate nelle antiche civiltà e soprattutto sulle piante della Bibbia! Nella pubblicazione “Enciclopedia della Bibbia”, alla voce flora biblica, sono identificate, discusse e valutate un centinaio di specie e i loro rapporti con la cultura e l’ economia del popolo ebraico.
In particolare, l’ Aloe della Bibbia e di antichi documenti egizi, non è la stessa pianta di aloe che conosciamo oggi. Potrebbe essere l’ albero di Aquilaria agallocha, pianta sempreverde della famiglia della Thymeleaceae che nasce sulle montagne della Cina, del Laos e dell’ Estremo Oriente. Durante il periodo di Cristo, veniva trasportato da mercanti arabi e indiani prima in Egitto e poi, attraverso corrieri ismaeliti, in Giudea.

L’ Aloe o legno di Aloe, mistica pianta aromatica, adornava i Giardini di Re Salomone durante il “Regno di Israele”. Re Salomone, parlando del futuro Messia, gli disse: “Le tue vestimenta spandono odor di mirra, aloe e di cassia”. Infatti, tra le piante della Bibbia, l’ aloe insieme ad altre fragranze ricorre frequentemente come profumo o come aroma e anche come spezie per il condimento di alimenti. Secondo altri studiosi invece, l’ aloe della Bibbia potrebbe essere l’ aloe comune o l’ aloe di Socotra.
“Il succo di aloe è la più potente sintesi di antibiotico astringente, agente coagulante, inibitore del dolore e stimolante della crescita di tessuti che si conosca in natura”. Dott. Max Skousen Direttore dell’ Istituto di Investigazioni sull’ aloe in California, USA.

Roberta Agresti

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