Curcuma e curcumina: curiosità, tradizioni, usi e benefici

La Curcuma Longa, che appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, è un’ erba perenne che misura fino ad un massimo di 1 metro, localizzata nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo, essendo ampiamente coltivata nei paesi asiatici, principalmente Cina e India. In India è particolarmente conosciuta come “Haldi” ed è stata studiata e usata come rimedio domestico anche in Nepal.

La curcuma come spezia è usata da molti anni nelle preparazioni alimentari vegetariane e non vegetariane ed è conosciuta per le sue proprietà digestive; l’ attuale medicina tradizionale indiana sostiene l’ uso della curcuma contro i disturbi biliari, anoressia, tosse, ferite diabetiche, disturbi epatici, reumatismi e sinusiti.

Il principio di colorazione della curcuma è stato isolato nel 19° secolo ed è stato chiamato curcumina, che è estratto dai rizomi di Curcuma Longa ed è la componente principale di questa pianta essendo responsabile degli effetti antinfiammatori. Nella vecchia medicina Indù è ampiamente utilizzata per il trattamento di distorsioni e gonfiori causati da lesioni; la medicina tradizionale in Cina usa la Curcuma Longa per i disturbi legati a dolori addominali e anche durante le cerimonie religiose la si usa in molte forme.

I composti estratti dalla Curcuma Longa sono dei potenti inibitori dell’ infiammazione, si tratta dei curcuminoidi: nel 1973 Srimal e Dhawan hanno esaminato le azioni farmacologiche della curcumina come agente antinfiammatorio riferendo che il composto è stato efficace anche in situazioni di infiammazione cronica.

Un’ altra proprietà molto importante della curcumina è la sua attività antiossidante: in particolare, sembra inibire la perossidazione dei lipidi che ha un ruolo principale nelle infiammazioni, nelle malattie cardiache e nel cancro e mantiene l’ attività degli enzimi antiossidanti importanti proprio per la regolazione della perossidazione lipidica.

L’ olio di curcuma è stato testato contro batteri come lo Stafilococco e alcuni batteri intestinali in vitro e, anche in questo caso, è stata osservata un’ inibizione totale di entrambe le tipologie di batteri. Ci sono molti altri dati nella letteratura che mostrano la somministrazione di curcuma in pazienti differentemente affetti da malattie respiratorie e autoimmuni come l’ artrite reumatoide: tutti i pazienti curati hanno avuto sollievo in sintomi come dispnea, tosse e sintomi legati ad uno stato di infiammazione cronica come nell’ artrite reumatoide.

La curcuma ha un forte potenziale contenendo al suo interno sostanze come alcaloidi, curcuminoidi, terpenoidi, flavonoidi comunemente utilizzati nella medicina popolare e questo ci fa riflettere su quanto sia importante sfruttare l’ azione farmacologica di molte sostanze chimiche contenute nelle piante.

Dovremmo sfruttare di più i prodotti naturali che, in un futuro prossimo, potrebbero mostrare la cura per molte malattie.

Roberta Agresti

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