Ti sei mai chiesto se il cibo può cambiare la tua vita?

Il cibo non è solo calorie ed energia ma è anche informazione molecolare che deriva dal mondo esterno ed è in grado di modulare l’ espressione genica.

Come si fa a pensare “voglio stare bene” senza pensare che dobbiamo migliorare quello che mangiamo tutti i giorni? Per fortuna oggi, molte persone cominciano a prendere consapevolezza di questo, ma nonostante ciò, trovano continuamente scuse per rimandare l’ opera più importante: prendere in mano la responsabilità della propria Salute e Longevità attraverso un’ alimentazione sana.

L’ alimentazione è in grado di creare modificazioni dell’ assetto metabolico ed immunitario, quindi la quotidianità e la ripetitività del gesto di mangiare definiscono l’ esposizione al cibo come fattore positivo o negativo per la salute. Occuparsi della nutrizione non è dedicarsi ad aspetti accessori non essenziali o di rara necessità ma affrontare aspetti di base con l’ obiettivo di raggiungere un equilibrio alimentare che non si costruisce su un unico pasto o su un unico giorno ma, piuttosto, su una continuità settimanale.

Il progetto EPIC (EUROPEAN PROSPECTIVE INVESTIGATION INTO CANCER AND NUTRITION), il più grande studio prospettico mai intrapreso, che segue oltre 482.948 persone reclutate in 9 Paesi europei con abitudini alimentari molto diverse, ha confermato un chiaro effetto preventivo del consumo di alimenti ricchi di fibre vegetali, sia cereali che verdura e frutta.

Riporto a tal proposito le citazioni del Prof. Umberto Veronesi: “Il 35% delle malattie cronico degenerative dipende da quello che mangiamo”; il Prof. Franco Berrino: ” Il consumo di patatine fritte, bevande gassate e zuccherate e merendine è il principale responsabile dell’ incremento del diabete nei giovani”; William Reynold: “Perchè intossicare il cibo con antibiotici, coloranti artificiali, anabolizzanti, pesticidi, bagni di cloro… perchè la posta in gioco è davvero colossale e molto molto redditizia”; Michael Pollan: “Se la gente sapesse come viene prodotto il cibo che consuma abitualmente non lo comprerebbe di sicuro”; Ippocrate di Kos (406 a.C.): “Il cibo come prima medicina”; Anthelme Brillant Savarin (La filosofia del gusto 1825): “Noi siamo quello che mangiamo”

Roberta Agresti

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